aspettative

ASPETTATIVE DEGLI ALTRI ED INCERTEZZA

Quando le aspettative degli altri non permettono ai tuoi desideri di emergere

aspettativeQuesta volta non è stato né un forum né un video di youtube o un collega psicologo a darmi l’ispirazione per scrivere questo articolo sulle aspettative. È stato un post su facebook da parte di una famosa scrittrice, Daniela Volontè. Qualche riga e la foto della spiaggia al mare, il suo telo ed il suo quaderno per scrivere. Si è interrogata sul perché non scrive più libri da un anno. Inizialmente, pensava all’ambiente troppo competitivo, ma poi ha capito che fosse per non deludere le aspettative altrui. C’è chi preferisce un libro breve, chi lungo, chi ricco di fantasia, chi reale e così via. Le aspettative possono pesare inconsapevolmente su di noi, facendoci fare ciò che non vogliamo per sentirci amati. Oppure, possono, addirittura, bloccarci nelle nostre azioni e nei nostri desideri. Possiamo preferire di non agire per non rischiare di essere collocati dagli altri in un posto non così allettante come avevamo sperato. La nostra immagine di persone sempre all’altezza della situazione e sempre ammirate può sbriciolarsi fino a farci chiedere: ma io chi sono? Che cosa voglio? Come posso conciliare la mia soggettività ed i miei desideri con le soggettività ed i desideri degli altri senza annullarmi? Gli altri soddisfano le mie aspettative o sono sempre io nella posizione di dover soddisfare quelle degli altri? Sono domande importanti e che tutti ci poniamo, quanto meno inconsapevolmente. È proprio questo farle venire alla luce che può essere importante. Spesso, capita anche a me di far leggere i miei articoli ad amici e colleghi e quello che ne ricavo è tutto e il contrario di tutto. Alcuni mi dicono che sono troppo complicata, altri che sono troppo psicanalitica, altri ancora che scrivo benissimo. Hanno opinioni ed aspettative diverse perché le persone sono diverse. Possono vedere aspetti diversi della questione. Le lodi possono rinforzare la nostra autostima, ma le critiche possono aiutarci a migliorare.

Aspettative genitoriali e successo dei figli

Genitori che lodano sempre i propri figli li crescono viziati e convinti che tutto a loro sia dovuto. La dolcezza può far male, come da titolo di un libro di Daniela Volontè. Genitori che criticano soltanto i loro figli possono comunicargli di essere migliori, ma anche distruggere la loro autostima. Possono  non farli sentire mai all’altezza di nulla. Una giusta sintesi tra lodi e critiche sarebbe l’ideale.

Come uscire dalle aspettative altrui

aspettativeOltre a questo, in primo luogo, siamo noi stessi responsabili di come ci posizioniamo a seconda del discorso degli altri. Possiamo crederlo totalmente vero e, così, essere esattamente ciò che gli Altri (i genitori) hanno voluto noi fossimo. Questo ci porterà a qualunque tipo di sforzo e sacrificio per veder confermata l’immagine, bella o brutta che sia, che i genitori hanno di noi. Se l’immagine è bella, le cose potrebbero anche andare bene. Al contrario, se è brutta, potremmo passare l’intera vita a soddisfare i capricci di genitori che ci hanno sempre considerato stupidi ed incapaci. In questo secondo caso, può essere utile farsi aiutare per falsificare il discorso dell’Altro. Questa operazione non è soltanto qualcosa che avviene in modo razionale. Non è leggendo questo articolo che potrete pensare “Le critiche di mia madre sono false, io valgo!”. È necessario instaurare una relazione con uno psicologo per affrontare la parte emotiva che continua inconsciamente a lottare per confermare le critiche di nostra madre.

Aspettative degli insegnanti, desideri degli studenti

aspettativeRicordo una volta un paziente parlare della sua rinuncia agli studi universitari per diventare avvocato. Sosteneva di essersi ritirato perché, lavorando e non seguendo le lezioni, era stato per troppe volte criticato e penalizzato dai docenti. In questo caso, il soggetto non accettava di farsi oggetto delle lamentele degli altri per poter realizzare il proprio desiderio. Era il classico bambino che rifiutava una caramella o un giocattolo in premio a patto che facesse qualcosa per i genitori? Questo noi non lo possiamo sapere, ma possiamo notare che, forse non per caso, questo soggetto riportava una situazione simile in ambito lavorativo. Anche lì criticava le scorrettezze dell’autorità, dicendo di farsi oggetto di quel lavoro per poter vivere e pagarsi il mutuo. Alcuni soggetti possono rinunciare anche ad una caramella così grande pur di non sottostare ad una legge. È proprio questa sua questione con l’autorità che creava il suo desiderio di diventare avvocato? Non essersi sottomesso all’autorità universitaria per diventare avvocato gli causerà il male di sottomettersi all’autorità lavorativa per sempre? O avrebbe continuato a criticare il giudice, anziché migliorare la sua identità professionale di avvocato, nel caso perdesse le cause? Avrebbe difeso persone colpevoli? Sarebbe morto per pronunciare il proprio discorso? Si farà licenziare per il desiderio di pronunciare il proprio discorso? Questo soggetto pensava anche che le persone non dovrebbero aver bisogno degli psicologi per uscire dai problemi, ma che dovrebbero risolverli da soli. La questione è come risolverli e quali siano davvero i problemi sottostanti alle realtà circostanti che pensiamo di subire. Lui che dice di credere nella verità, cosa farebbe posto di fronte a se stesso? Non sempre diciamo cose in cui crediamo perché non ci conosciamo. Lo stesso conoscersi fino in fondo è un’operazione impossibile. Tuttavia, aumentare la conoscenza di se stessi può esserci utile. Inoltre, questi suoi docenti universitari gli davano voti bassi screditando il suo desiderio di diventare avvocato e dicendogli “Tanto lei ce l’ha già un lavoro…”. In questo modo, il soggetto ha deciso, in modo inconsapevole, di soddisfare le aspettative di questi docenti e di assumere il pensiero che tanto lui un lavoro lo aveva già. Le aspettative dei genitori, così come quelle dei professori o di nostri responsabili a qualunque livello possono influenzarci e manipolarci, se non stiamo attenti.

Esperimento psicologico sulle aspettative

Rosenberg, psicologo, fece un importante studio sulle aspettative. Fece dei test cognitivi a bambini della scuola elementare, comunicando i risultati, positivi o negativi, ai loro insegnanti. Aveva mentito sui risultati, se li era inventati. Alla fine dell’anno scolastico, i suoi risultati vennero confermati. Questo accadde perché gli insegnanti si fecero influenzare dai risultati di Rosenberg, trattando i bambini supposti intelligenti in modo diverso da quelli supposti incapaci. Incentivavano i bambini supposti intelligenti a rispondere alle loro domande, non facevano caso ad elementi che confermassero le loro incapacità. Al contrario, screditavano i bambini supposti incapaci compatendo i loro punti deboli, non incentivandoli, lodandoli ed incoraggiandoli per i loro risultati.

E tu, ti senti vittima delle aspettative altrui? Hai mai soddisfatto aspettative di genitori, insegnanti, amici o partner per sentirti apprezzato ed amato?

Susanna Premate

Annunci