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COSTI PER VIVERE, COSTI PER SOPRAVVIVERE

Bilancio costi-benefici nell’economia psichica

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Quali sono i costi psichici ed economici per crescere?

Molte persone riferiscono di non andare da uno psicologo a causa dei costi eccessivi. In alcuni casi, c’è un reale problema economico che non permette al soggetto di usufruire di questo servizio e dei suoi benefici. In altri, ci possono essere motivazioni inconsce che portano a rifiutarci di spendere soldi per uno psicologo.

A questo riguardo, vorrei raccontarvi l’interessante caso di una giovane donna, bisognosa di aiuto, che non ha potuto ascoltare questo suo importante desiderio di vita, di rivincita e rinascita.

I costi per chiedere aiuto

Entra in studio, timida e sofferente. Tiene lo sguardo basso, a volte, lo alza come per controllarmi, per controllare che tutto sia a posto, come l’aveva lasciato un attimo prima. Se non si lavora su se stessi, tutto rimane uguale a prima. Lo sa Elisa ed é per questo che é giunta a chiedere aiuto. Sommessamente, inizia a parlare. Riferisce problemi sul lavoro, vittima di mobbing, é rimasta a casa. costiAnche a casa ci sono problemi, é sempre sottomessa al marito. Dice che, nella vita, le sembra che, qualunque cosa faccia, non va da nessuna parte. Avrebbe bisogno di un lavoro per affermare il suo desiderio di successo e per liberarsi dal masochismo, arrestare le forze inconsce che, come un tiranno, la fanno fallire ovunque. E la faranno fallire anche da me, portandola a pormi una domanda tenue, abbozzata e, di colpo, ritirata.

I costi della fatica

Dov’è il suo desiderio deciso? Chi gliel’ha rubato? Si sente in colpa di far spendere al marito soldi per lo psicologo. Riporta un subdolo atteggiamento di quest’uomo: a parole, le dice che non ci sono problemi, ma, tramite i modi non verbali, manifesta di essere scocciato da tutto ciò. costiAnche in altre situazioni, Elisa ha finito col cedere al desiderio degli altri, a farsi oggetto delle loro domande. Non più soggetto, non più individualità, identità, desiderio. Molte donne, come Elisa, preferiscono vivere nel culto del sacrificio di sé. Questo equilibrio precario é mantenuto dalla possibilità di poter ottenere dei vantaggi, dei mortiferi vantaggi, che le mantengono in una zona di comfort, bambine indifese, senza l’impegno ed il rischio di prendere decisioni, di sviluppare la propria identità facendo delle scelte, di crescere. Ad esempio, un vantaggio di questa giovane donna é il non avere impegni: niente lavoro, niente faccende burocratiche, niente lavori domestici. Invidia? costiPer molte altre donne, che mi parlano della fatica del lavoro, sì. Eppure, alla fatica ed all’impegno nel lavoro, corrispondono altre gratificazioni importanti e mature, come l’indipendenza. Elisa non può lasciare il marito perché non sa lavorare, né ha la forza emotiva per poter vivere da sola e gestire un figlio adolescente, una casa e la sua vita. É questo che mi domanda, ma non c’è nessuno che sostiene il suo desiderio, così lei non se lo assume e rinuncia perché é più facile. Quest’apparente facilità, che spesso possiamo trovarci a ricercare, é, in realtà, una culla mortifera.
Aspettarci dagli altri ciò che più desideriamo é una lenta agonia che ha origini e radici ben specifiche. costiInfatti, richiama la situazione di dipendenza del neonato dalla madre. Quando il neonato o un bambino molto piccolo piange o manifesta disagio, la madre si affanna per cercare in tutti i modi di offrirgli conforto. In questo, il bimbo, indifeso ed incapace, prova piacere, godimento. Fissarsi a questo godimento é il male più profondo ed incancellabile che possa esserci. É il discrimine tra sofferenza e gioia, infanzia e maturità, sregolatezza, spensieratezza e responsabilità. Come propendere per il lato buono? Come rendere il vento favorevole alla nostra buona navigazione? Se si é in questa situazione, innanzitutto, é importante riconoscerlo. Successivamente, si può partire da piccoli accorgimenti per staccarsi gradualmente dalla propria culla ormai mortifera. Si può iniziare da piccoli desideri, fare piccole fatiche per soddisfarli.
Ad esempio, se ci piace un prodotto che non fanno nel nostro paese e che non possiamo ordinare su internet, sacrificare la pigrizia per raggiungere quel luogo. Se si vuole perdere qualche kg, fare le scale al posto dell’ascensore. Se si vuole guadagnare qualche soldo extra, cercarsi un lavoretto o impegnarsi in studi nuovi.

I costi della rinuncia

In molte situazioni, la sofferenza delle persone é talmente grande da non poter fare nessuna di queste piccole cose. Uno psicologo può aiutare a rimettere in moto la macchina, stimolando e potenziando aspetti emotivi, cognitivi e relazionali della persona. Vi é la possibilità di rinstaurare la condizione di dipendenza con la madre a partire dal punto in cui ci si é bloccati e fissati. Inserirsi in queste maglie e traghettare il soggetto al di fuori di questa dipendenza mortifera, renderlo autonomo, padrone del proprio destino. Renderlo soggetto sgravato dagli auto-sabotaggi inconsci, dal godere inconsciamente dei propri fallimenti.
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Quali sono i costi per uscire dalla propria culla mortifera?

L’aspetto preoccupante, e che necessita di urgenti soluzioni, é che molte persone preferiscono lamentarsi piuttosto che mettersi in gioco, oppure procrastinano per farlo fino a che la situazione non diventa grave.

Anche noi psicologi, anziché lamentarcene, possiamo fare qualcosa per risparmiare tutto questo anche solo per pochi fortunati eletti. Quello che possiamo fare é informare, presentificando la gravità della situazione, mediante il racconto delle persone che vengono a chiederci aiuto. Questo può non essere sufficiente perché ricalca un po’ la posizione della madre che mette in guardia il figlio di fronte ai pericoli. É necessario, infatti, un tempo soggettivo per la comprensione. Spesso, più questo tempo é lungo, più ci sono difficoltà. Nella stragrande maggioranza dei casi, situazioni complicate sono frutto di una famiglia che ha provato molto piacere ad usare il proprio figlio come oggetto di soddisfacimento dei propri bisogni. Non vedendo i bisogni ed i desideri del figlio, come può quest’ultimo, improvvisamente, vederli e farsene carico? Siamo predisposti a vederci come le persone più care ci hanno visto. Uno sguardo imparziale, prodotto da specifici studi e pratica clinica, può permetterci di vedere noi stessi nella nostra unicità. Trovare qualcuno che rispetti ed indaghi il nostro segreto, anziché anteporre il vestito che vorrebbe su di noi.
Quanto costa vivere, quanto costa sopravvivere?
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