pinocchio

PINOCCHIO: DA BURATTINO AD UMANO

Pinocchio ed una vita negata

pinocchioNelle magie, c’è spesso un personaggio posto in una posizione autoritaria, carismatica e di potere (mago, fata, strega, ecc.) che, tramite una bacchetta magica e delle parole magiche, può trasformare qualcosa in qualcos’altro. Può trasformare un oggetto in un altro oggetto o in una persona, piuttosto che una persona in un oggetto. Dunque, può scegliere cosa farsene di ciò che ha, di chi ha. Tutto è in suo potere e l’oggetto non può ribellarsi. Questo potente personaggio è la madre e/o il padre, le cui questioni influiscono inconsapevolmente sul posto che il figlio occuperà nel mondo a livello sentimentale, famigliare, sociale, lavorativo, ecc. Un figlio può ritrovarsi fallito o rifiutato, se la madre prova invidia inconscia nei suoi confronti. Può ritrovarsi in legami sentimentali in cui è schiavizzato, umiliato e picchiato. Potrà andare avanti così per anni, a volte tutta la vita, lamentandosi per la situazione e incolpando, di questo, i vari carnefici che incontra sulla strada. Incolpando i partner, gli amici, i colleghi di lavoro, il capo, ecc.

Pinocchio ed il suo rifiuto di essere di legno

pinocchioA volte, purtroppo o per fortuna, c’è una ribellione inconscia nei confronti del posto che la madre e/o il padre ha assegnato al proprio figlio nel mondo. Questa ribellione, questo ‘NO!’ si manifesta mediante sintomi più o meno gravi. Ansia, depressione, attacchi di panico, somatizzazioni, ecc. Il soggetto può soffocare questo dolore con psicofarmaci e non ascoltarlo. Oppure, può rivolgersi ad uno specialista per cercare di incrementare il proprio benessere psichico, fisico e relazionale. Spesso, si dice che lo psicologo non abbia la bacchetta magica e che, quindi, non possa risolvere tutto subito. Tuttavia, metaforicamente, possiamo dire che debba trovare una contro-fattura per annullare la magia della madre e/o del padre. O, per meglio dire, deve condurre il soggetto nel produrre questa contro-fattura. Le maghe e fattucchiere reali possono spesso creare molti danni a soggetti particolarmente fragili proprio perché giocano su queste antiche dinamiche. Probabilmente, ci giocano senza sapere di farlo, ma il risultato è lo stesso. Metaforicamente, possiamo dire che anche lo psicologo faccia questo, ma aiutando realmente il soggetto. Inoltre, le parole magiche e ciò che il soggetto vuole diventare sarà lui stesso a sceglierlo.

Pinocchio ed il suo dolore

pinocchioIn Pinocchio, c’è un esempio di come una triste storia possa trasformarsi in una storia di successo e di desiderio. Pinocchio è un bambino di legno, suo padre ha deciso che sarebbe stato di legno perché non poteva avere bambini in carne ed ossa. Uscendo dalla metafora, spesso, molti genitori, senza saperlo, non possono fare figli come tutti gli altri. Non riescono a fare figli che fanno della propria vita il successo del desiderio che vogliono. Così, per non sentirsi soli, si accontentano di fare bambini “senza vita”, bambini tristi, bambini che non possono ricevere amore e che non sanno amare. Questi bambini-Pinocchio non capiscono perché si sentono diversi dagli altri e, spesso, finiscono con lo sprecare la propria vita nel divertimento e diventando asini, come Lucignolo. In realtà, potrebbero essere bambini che, oltre al divertimento, potrebbero portare avanti il progetto di vita che desiderano. Per colpa di Papà Geppetto, che li ha voluti di legno, indurranno anche tutte le altre persone a vederle di legno e non sapranno il perché. Potranno passare tutta la vita a soffrire di questo loro essere di legno, a non incontrare mai nessuno che possa cambiarli. Potranno essere inghiottiti da una balena e non trovare più la strada per uscirvi e per tornare alla luce.

Pinocchio e la sua fata

pinocchioOppure, potranno trovare sulla loro strada una fata che, con una bacchetta magica, possa trasformarli in ciò che desiderano. Una fata che possa renderli umani ed in possesso delle loro facoltà di amare ed essere amati, fare del proprio desiderio un successo. Non si sa da cosa dipenda questo buon incontro, né perché alcune persone possano averne ed altri no. Si può solo cercarlo, desiderarlo, domandarlo affinché qualcuno ascolti questo grido. C’è anche da dire che questi grandi “maghi” potrebbero fare ancora di più per farsi incontrare e parlare ai sordi, mostrare la luce ai ciechi, far assaporare sapori, odorare profumi. Toccarli con un colpo di bacchetta, ma non per picchiarli, bensì per aiutarli. Così, posso solo augurarvi di trovare il “mago” che fa per voi e di non scoraggiarvi mai di cercarlo. Posso solo suggerirvi di cercarlo, di scovarlo, capire dove si sia nascosto per non passare una vita invana nei panni di Pinocchio, bambino in legno che non può vivere e che si auto-distrugge in un godimento mortifero, nell’essere asino, anziché intelligente e felice.

Susanna Premate

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